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PERSONALE E ORGANIZZAZIONE
05/03/2008

L’ipotesi di contratto per il personale degli Enti Locali (di Arturo Bianco)

Fonte: www.roma.it

Corresponsione di aumenti medi di 101 euro mensili con decorrenza dal gennaio 2006 e dal febbraio 2007, erogazione di arretrati che vanno da 1100 a 1800 euro, incremento nel 2008 del fondo per le risorse decentrate nella gran parte delle amministrazioni, possibilità di licenziamento immediato dei dipendenti sorpresi in flagranza di reato per peculato, corruzione e concussione, allungamento del periodo massimo di sospensione cautelare, introduzione di altre forme di mancanza che possono essere sanzionate disciplinarmente, introduzione del tetto minimo di 24 mesi nella posizione per potere accedere alle progressioni economiche e rinvio degli aspetti normativi di maggiore rilievo al prossimo contratto nazionale. Sono questi gli aspetti di maggiore rilievo contenuti nella "Ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro per il quadriennio normativo 2006-2009 e per il biennio economico 2006-2007" per il personale del comparto regioni ed autonomie locali che è stata sottoscritta tra Aran ed organizzazioni sindacali giovedì 28 febbraio.

Questa ipotesi passa adesso all'esame del comitato di settore, che si dovrà pronunciare entro 10 giorni e quindi andrà all'approvazione da parte del Governo. Subito dopo sarà trasmessa, per la verifica della copertura degli oneri, alla Corte dei Conti. Sulla base delle modifiche apportate dalla legge finanziaria 2007 al DLgs n. 165/2001 tale iter si deve concludere, con la firma definitiva, entro 45 giorni, cioè entro il 13 aprile. Il che significa che, se non vi saranno intoppi, con le buste paga di aprile o, al più tardi di maggio, i dipendenti dei comuni, delle province, degli altri enti locali, delle regioni, delle camere di commercio e delle ipab dovranno ricevere sia gli aumenti in busta paga che gli arretrati. Ricordiamo infatti che i miglioramenti economici che hanno un carattere vincolato devono essere erogati entro il mese successivo alla stipula definitiva del contratto.

Sono confermate le regole in vigore per la definizione dell'ambito di applicazione del nuovo contratto. In particolare, esso produce interamente i suoi effetti per il personale cessato dal servizio nell'arco temporale coperto dal contratto, mentre per il trattamento di fine rapporto o fine servizio si considerano solo gli aumenti maturati.

Per i dipendenti trasferiti ad altri soggetti a seguito di processi di esternalizzazione viene stabilito che si continui ad applicare quanto stabilito dai CCNL del comparto regioni ed enti locali fino alla stipula di una specifica intesa.

LA NATURA

L'ipotesi di contratto può essere definita come "leggera", poiché si concentra quasi esclusivamente sugli aspetti economici e, sul terreno normativo, contiene poche clausole, rinviando le principali scelte al successivo contratto. La scelta è andata in questa direzione, come peraltro preannunciato dal contenuto della intesa già raggiunta tra comitato di settore, associazioni degli enti locali e sindacati, in ragione della necessità di concludere rapidamente l'intesa ed evitare così l'accumularsi di ulteriori ritardi. Basta ricordare che, dalla scadenza del precedente contratto, e cioè il 31 dicembre 2005, sono già passati 26 mesi ed anche che sono passati ben 8 mesi dalla stipula del primo nuovo contratto per lo stesso periodo economico e normativo, cioè quello dei dipendenti dello Stato.

Sicuramente in direzione della stipula del contratto ha concorso anche l'approssimarsi della data delle consultazioni elettorali, che tradizionalmente determina una accelerazione nella conclusione delle trattative contrattuali, soprattutto nel pubblico impiego.

L'ipotesi di contratto disciplina le seguenti materie:

1) aumenti economici;

2) incremento del fondo per le risorse decentrate;

3) possibilità di licenziare immediatamente i dipendenti che vengono arrestati in flagranza per i reati di concussione, corruzione o peculato;

4) introduzione di precisazioni nelle sanzioni disciplinari;

5) allungamento del periodo di sospensione cautelare in caso di procedimenti penali;

6) introduzione di un limite di anzianità minima per potere accedere alle progressioni orizzontali;

7) rinvio al contratto per il biennio economico 2008/2009 della definizione dei principali nodi aperti sul terreno normativo.

LA VALUTAZIONE

La scelta di introdurre modificazioni alle norme disciplinari costituisce la risposta alle polemiche dei mesi scorsi sulla lamentata presenza nel pubblico impiego di alcune sacche di non lavoro. Per le organizzazioni sindacali è anche l'occasione per scrollare l'immagine di difensori di tutti i lavoratori, anche di quelli che non lo meritano per il loro comportamento.

Le organizzazioni sindacali riescono ad ottenere un rilevante successo in termini di misura degli aumenti economici. Gli incrementi infatti sono in valore percentuale più elevati di quelli riconosciuti ai dipendenti di altri comparti, essendo invece l'incremento di 101 euro medi mensili eguale in valore effettivo. Alla base di tale differenza il perpetuarsi di una condizione di differenza nel trattamento economico del personale del comparto regioni ed autonomie locali rispetto a quello di altri comparti pubblici.

L'intesa dà una prima e parziale risposta alla richiesta avanzata dal comitato di settore di introdurre forme di limitazione, se non addirittura la eliminazione, nel ricorso alle progressioni orizzontali.

Le forme di incremento del fondo per le risorse decentrate riprendono integralmente i meccanismi previsti dal contratto nazionale del 2004 e del 2006, offrendo cioè la possibilità di disporre differenziazioni sulla base della presenza di indici di "virtuosità" in relazione al rapporto tra spese di personale ed entrate correnti ed alla autonomia delle singole amministrazioni.

Viene rinviato l'esame delle questioni normative più delicate: attuazione del memorandum sul lavoro pubblico, semplificazione del meccanismo di calcolo del fondo per le risorse decentrate e della struttura della retribuzione, risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, finanziamento in tutti gli enti delle posizioni economiche con risorse direttamente del bilancio e non più tramite il fondo, modifica del sistema di classificazione del personale ed adozione del testo unificato.

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